Dott. Faustino Nazzi

Biografia

Faustino Nazzi, nato a Sclaunicco – Lestizza il 03.05.1931, ha compiuto gli studi nel Seminario di Udine (1943-1956). Ha esercitato a Palmanova (1956-1959), a S. Quirino di Udine città (1959-1965), a Brischis di Pulfero (1965-1975). Ha seguito corsi di studi superiori a S. Giustina di Padova (1967-1969), all’Università Lateranense di Roma acquisendo la licenza in teologia (1970) e all’università di Trieste (1971-1975), dove si è laureato in Filosofia. Ha insegnato Lettere negli Istituti Professionali e Tecnici della Provincia di Udine ed ultimamente nell’Istituto Tecnico Agrario di Cividale. È in pensione dal 1996. Risiede a Cividale in via Premariacco n. 7, tel. 0432/733812.

Studi e pubblicazioni.

1 – Proposta. Ciclostilato mensile dal 1969 al 1975 per nn. 72 circa. La raccolta completa si trova presso la Biblioteca del Seminario Arcivescovile di Udine. Un gruppo di preti e di laici della diocesi di Udine ha attivato questo strumento per collaborare al rinnovamento conciliare.

2 – Le Comunità di Brischis e Rodda, 1966 – 1970, ed. Proposta, 1970, pp. 347. Una raccolta, per argomenti, degli articoli apparsi sul settimanale parrocchiale di Brischis-Rodda, La Domenica (1965-1973) dal 1966 al 1970 per commemorare il n. 100°. Si tratta di studi statistici, sociologici, psicologici, storici, teologici, d’occasione, cronache, commemorazioni ecc. sulla realtà della comunità cristiana, con l’intervento dei parrocchiani.

3 – Il Tramonto di una casta. Analisi statistica storica e psicologica del clero friulano 1850-1974, ed. Proposta, 1975, p. 237. Studio sul clero del Friuli sulla base degli Stati personali del Clero della Diocesi di Udine e del rispettivo Liber defunctorum. Si documenta il diverso andamento delle vocazioni al sacerdozio nelle varie zone del Friuli nel corso di un secolo, si spiegano i dati emersi con l’analisi storica, si discute un questionario proposto a 72 preti sorteggiati secondo le metodologie statistiche e si conclude con opportuni suggerimenti. Una profezia!

4 – Stele di Nadâl, Recensione, in Lettere Friulane n. 0, 1976, p. 9. – Stratificazione sociale, in id. n. 1, 1076, p. 10. – Le sicurezze perdute. – La grande vittoria, in id. n. 2. 1976, pp. 1 e 8. – La Chiesa friulana nel “dopo” terremoto, in id. n. 3, 1976, p. 11. – Analisi psicologica del terremotato, in id. n. 4-5, 1976, p. 3. Riflessioni varie in occasione del terremoto in Friuli del 1976.

5 – Il ruolo dell’Azione Cattolica e dei Comitati Civici dal 1945 al 1948, in Storia Contemporanea in Friuli IFSML 1976, pp. 98 – 204. Documenta il trionfo della Dc nelle elezioni del 1948 e l’emergere, per la prima volta, dello Stato-Chiesa “clandestino”.

6 – Questioni di lingua e di storia nella Slavia italiana, in Quaderni friulani n. 7, 1977, pp. 17 – 26. Sintesi di un tema preferito dal sottoscritto su documenti d’archivio.

7 – Le opzioni nel Tarvisiano e nella Val Canale, in Storia Contemporanea in Friuli IFSML 1981, pp. 109 – 130. Come in Alto Adige anche nel Tarvisiano si sono avute migliaia di opzioni per la Germania di italiani di lingua tedesca e slovena con i travagliati rientri dal 1943-1950.

8 – La proibizione dell’uso della lingua tedesca nella vita liturgica della Val Canale, in Resistenza e Società, IFSML vol. II, 1981, pp. 417 – 451. Il colpo di mano del fascismo contro la minoranza di lingua slovena nelle Valli del Natisone del 1933, si ripete nel Tarvisiano nel 1938 con la proibizione della lingua tedesca nella predicazione e nell’attività pastorale.

9 – Processo a Biagio Totulo di Bottenicco accusato di eresia 1531, in Moimacco 1983, ed. Amministrazione Comunale di Moimacco, 1983. È la vicenda processuale di Biagio Totulo di Bottenicco, ricavata dagli Atti del primo processo per eresia protestante in Friuli, di cui finora si conosceva solo una comunicazione al tribunale di Venezia. Gli Atti, rintracciati nelle Visite Arcidiaconali del Capitolo di Cividale, sono di grande importanza per conoscere la diffusione precoce e la tipicità dell’eresia in Friuli espressione del singolare substrato teologico aquileiese più che di influenza anabattista.

10 – Cividale Longobarda, in 25° Istituto Tecnico Agrario Statale “Paolino d’Aquileia”, 1985, pp. 16 – 27. Una rilettura della “criptica” epigrafe dell’altare di Ratchis permette di innovare la cronologia della scultura ed una decifrazione del suo messaggio teologico.

11 – La prime metât dal ‘900, in Momenz di Storie de Glesie Aquileiese-Udinese, vol. 2, 1988, pp. 45. Storia della chiesa udinese del ‘900 su documenti d’archivio.

12 – Come si vincono le elezioni, in I Quaderni del Picchio, 1993, pp. 157. È la ripresa dello studio in IFSML 1976 con aggiornamenti, riduzioni ed il contributo del coautore Pierluigi Visintin.

13 – Storia religiosa del comune di Pulfero, in Pulfero. Ambiente – Storia – Cultura, ed. Amm. Com. di Pulfero, 1994, pp. 175 – 243. Un excursus storico dall’antichità ad oggi delle vicende della Valle del Natisone, della parrocchia di S. Pietro, delle singole cappellanie, vicarie e parrocchie comprese nel comune di Pulfero: Antro, Lasiz, Erbezzo, Montefosca, Mersino Basso e Alto, Rodda e Brischis.

14 – “Il Duce lo vuole”. La proibizione dello sloveno nella vita religiosa della Slavia Friulana, ed. Lipa, 1995, pp. 181. Nell’agosto del 1933, all’avvento di Hitler al potere, il Duce, paventando rivendicazioni “balcaniche” da parte della Germania nazista, pretese di confermare l’indiscussa italianità delle popolazioni delle Valli del Natisone con la proibizione della lingua slovena nell’unica espressione ufficiale ancora superstite: la predicazione, l’insegnamento del catechismo, la preghiera ed i canti liturgici.

14 – San Paolino d’Aquileia, in Un bel percorso. I primi quarant’anni dell’Istituto Tecnico Agrario di Cividale, 1997, pp. 175 – 179. È delineata la figura di questo grande Patriarca aquileiese che in Friuli inaugura la stagione romana, chiudendo con la tradizione aquileiese che nel frattempo si era arricchita del contributo della civiltà longobarda.

15 – Cividale Longobarda. L’epigrafe del Battistero di Callisto, in Un bel percorso. I primi quarant’anni dell’Istituto Tecnico Agrario di Cividale, 1997, pp. 180 – 191. Come dieci anni prima per l’epigrafe di Ratchis, si è affrontata la rilettura-integrazione-scomposizione dell’epigrafe del Battistero di Callisto, decifrandone la cronologia e le finalità intese.

16 – Alle Origini della «GLADIO», ed. La Patrie dal Friûl, 1997, pp. 447. Nel sottotitolo è indicato l’ambito della ricerca: «La questione della lingua slovena nella vita religiosa della Slavia Friulana nel secondo dopoguerra». Lo spaccato storico di una regione appartata e dimenticata d’Italia ci permette di vedere lo Stato-Chiesa italiano “deviato” in piena azione.

17 – I Longobardi e la Chiesa Aquileiese. L’Ara di Ratchis, ed. Proposta, 1998, pp. 417. Lavoro storico centrale dal quale provengono parecchi degli studi precedenti e successivi. Sulla base di una rilettura dell’epigrafia altomedievale cividalese, con riscontri sorprendenti negli effettivi eventi storici, si riscopre l’originalità e vitalità della concezione teologica aquileiese del IV secolo operante in piena epoca longobarda. L’invasione barbarica non costituì di per sé una spaccatura tra barbarie e civiltà, eresia ed ortodossia, crudeltà e pietà, ma l’occasione di un incontro tra popoli aperti, desiderosi di comprendersi e di convivere con il contributo delle rispettive culture in un amalgama che ha del sorprendente. L’effettiva evoluzione del pensiero contemporaneo non è che un ritorno “inconscio” a ciò che per gli antichi era normale.

18 – Note di economia cividalese nel secolo XV. Dai Libri Definitiones del Capitolo, in Cividât, Filologica, 1999, p. 285- 303. Sulla base della media dei prezzi, detta “meta”, ricavata dalle Definitiones del Capitolo cividalese per il periodo 1430-1470, si è confrontato l’andamento economico della regione con il tragico evento delle scorrerie turche in Friuli. Le due irruzioni del 1456 e del 1465 non sono all’origine della crisi economica della nostra regione anche se evidentemente l’hanno aggravata all’estremo, ma la risposta ad una congiuntura agraria negativa che le precedeva e, interessando buona parte del bacino adriatico, spingeva le popolazioni balcaniche ad approvvigionarsi con le ricorrenti razzie. Venezia si mosse in ritardo e solo quando si avvide che le incursioni, invece di rivolgersi ai soli territori dell’Impero, iniziarono ad imperversare anche nel suo territorio. La sorprendente intensificazione dei traffici commerciali nei suoi porti dalmati con le popolazioni dell’entroterra la distrassero per un cinquantennio.

19 – L’Inquisizione nella Slavia. Martino Duriavigh di Tribil sospetto di eresia, 1600, ed. Matajur, 2000, p. 131. Analisi storica dei vari processi inquisitoriali per eresia e stregoneria della Slavia friulana tra la fine del sec. XVI e l’inizio del successivo. Il caso più complesso riguarda Martino Duriavigh di Tribil, sacrestano a S. Maria del Monte.

20 – Chiesa e Fascismo nella Slavia Friulana, ed. Proposta, 2000, voll. 2, p. 746. È la storia religiosa delle singole comunità slovene o di origine slovena comprese nella Diocesi di Udine, durante il periodo fascista. Si passano in rassegna 64 parrocchie, da Tarvisio e Prepotto lungo l’arco del confine orientale. Il lavoro è diviso in due volumi: il primo si riferisce alle vicende degli anni venti, il secondo degli anni trenta e quaranta. Lo studio analizza le strategie pastorali e politiche seguite dalla gerarchia ecclesiastica e dal potere politico in uno dei periodi più delicati per le minoranze. Il gruppo di Glesie Furlane ha pubblicato il primo volume: Chiesa e Fascismo nella Slavia Friulana. Anni venti, 2004, pp. 396.

21 – Sancta Maria de Sclaunich, contratti d’affitto, in “Las Rives” – Lestizza (Ud) 2001, pp. 14. Attraverso la documentazione ricavata dagli archivi cividalesi e bibliografica si è ricostruita la storia dell’insediamento slavo nel Comune di Lestizza tramite le vicende della gestione in affitto del manso che il Capitolo di Cividale possedeva in S. Maria di Sclaunicco. Particolarmente suggestivo l’elenco dei vari appezzamenti con le rispettive confinazioni risalente alla seconda metà del ‘500.

22 – I santi martiri aquileiesi Canzio Canziano e Canzianilla. Analisi delle Passiones, Udine 2002, pp. 130. Con un’attenta lettura della teologia della chiesa aquileiese, sulla base di un’ampia bibliografia raccolta con pazienza da don Azeglio Romanin, parroco di Liessa, si sono rilevati nelle Passiones dei martiri i tratti teologici caratteristici della chiesa aquileiese che suggeriscono una visione meno conflittuale del cristianesimo originario con le istituzioni romane, nonostante le persecuzioni e la testimonianza estrema del martirio. Il cristianesimo aquileiese s’ispirava al criterio della “giusta misura” così tipico della cultura greco-romana.

23 – L’epigrafe dell’ara di Ratchis a Cividale del Friuli, in Forum Iulii 2002, pp. 77-119. Si tratta della decifrazione, ripresa per la terza volta, della complessa epigrafe cividalese, arricchita di ulteriori riscontri documentali.

24 – Eresie e superstizioni nella Slovenia occidentale e nel Friuli orientale, secoli XV-XVI, in Slovenia un vicino da scoprire, Filologica, Udine-Lubiana 2003, pp. 139-184. Excursus sulla documentazione inedita rintracciata nelle Definitiones del Capitolo di Cividale dal 1360 al 1600, riferentesi alle chiese “unite alla mensa capitolare” in Friuli e nel distretto di Tolmino. Un episodio ereticale inedito, risalente al 1469, conferma una diversa valutazione dei cosiddetti influssi ereticali ultramontani in Friuli e la riconferma delle sopravvivenze della tradizione aquileiese.

25 – La Grotta d’Antro. Una misteriosa epigrafe in lingua greca, in Genti e paesi delle Prealpi Giulie risalendo la storia, in “Ippolito Nievo”, Udine 2004, pp. 83-112. La Grotta d’Antro nei numerosi indizi epigrafici e topologici “nasconde” una storia di grande interesse. All’approccio speleo-geologico se non folcloristico finora prevalso, si è privilegiato quello cultuale e “scientifico”. Si tratta di un centro privilegiato di culti agrari, osservazioni astronomiche, decifrazioni astrologiche, una specola-osservatorio per stabilire con esattezza il momento dell’epatta per la datazione pasquale, problema centrale nella chiesa tardoantica e altomedievale. Il tutto trova conferma in un’epigrafe in lingua greca miracolosamente superstite, con caratteri misti latino-greci, maiuscoli e minuscoli in funzione simbolica di cui si è proposta un’interpretazione suasiva.

26 – L’idea di Dio nella storia: 1- nel pensiero dei filosofi antichi; 2- nel Cristianesimo delle origini, ed. Proposta 2006, pp. 131. A seguito della sollecitazione culturale proveniente dallo studio I Longobardi e la Chiesa Aquileiese, si è voluto ripercorrere, tramite il materiale bibliografico di studiosi qualificati, la riflessione filosofica greca e del cristianesimo delle origini, alla ricerca di una decifrazione di uno dei concetti più esaltati e sfruttati e, precisiamo noi, più equivoci se non fuorvianti, che sta alla base della Civiltà Occidentale Cristiana, oggi giunta ad una drammatica resa dei conti.

27 – Storia religiosa della Slavia friulana. Dalle origini al 1920, ed. Proposta 2007, pp. 1820. Sempre su base documentaria originale si è stata elaborata e completata la Storia religiosa della Slavia Friulana, comprendente le due parrocchie di S. Pietro e S. Leonardo degli Slavi e del Resto della Slavia, cioè delle parrocchie slovene della forania di Moggio, Gemona, Tarcento, Nimis, Cividale e di Prepotto.

28 – Storia religiosa del distretto di Tolmino dalle origini all’istituzione della Diocesi di Gorizia (1751), ed. Proposta, 2007, pp. 350. Si tratta della storia religiosa delle nove parrocchie del distretto di Tolmino unite alla mensa del Capitolo di Cividale sulla base delle Definitiones del Capitolo. L’inedita documentazione restituisce a quest’angolo di mondo tutta la sua vivacità e “centralità” nelle vicende che hanno interessato il Patriarcato di Aquileia fino alla sua soppressione del 1751. Si parte dall’insediamento e cristianizzazione delle popolazioni slave, alle vicende del Basso Medioevo e dell’epoca moderna con accenni che giungono fino alla prima guerra mondiale.

29 – I Giudei a Cividale nel sec. XV, ed. Proposta, 2007, pp. 120. Studio sulla presenza ed attività dei Giudei a Cividale nel sec. XV. Le strategie “cattoliche” della comunità di Cividale per rispettare i contratti privilegiati con i giudei assunti per la tenuta del banco in Città per prestiti e mutui a interesse o usura ai cittadini e nello stesso tempo per approfittare di alcuni peccatucci degli stessi, specie rapporti con prostitute cristiane, che comportano condanne discrezionali, tanto da rientrare da ogni vantaggio giuridico concesso a questa gente “perfida”. Battesimi forzati di ragazzi ebrei, insinuazioni di delitti ebraici contro fanciulli, la raccolta del loro sangue per presunti sacrifici pasquali, malversazioni ecc. è il contorno della loro permanenza in Cividale come nel resto d’Europa. In questo loro atteggiamento sono confortati da un’intensa predicazione dei frati minoriti e di prestigiosi oratori come Giovanni da Capistrano spinti da prese di posizione conciliari e papali antiebraiche e di condanna dell’usura.

30 – Il Friuli “Isola felice”, ed. Proposta 2008 (1998), pp. 150. Documenta il contributo del Friuli “deviato” alla strategia della tensione. In particolare intende restituire piena dignità sacerdotale e civica a mons. Luigi Modotti arciprete di Cividale (1988+1999), vittima di calunnie strumentali per coprire le malefatte di apparati deviati: Deus non irridetur! (pubblicazione riservata personale)

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